Sabato 11 – Mi sveglio prima di quanto avrei voluto. Il piccolo coinquilino della nostra camera d’albergo alle sette meno venti del mattino reclamava il suo biberon di latte. Uno scrosciare di pioggia battente risuona sul balcone facendomi temere il peggio, però ci vuole ben altro per fermare un YOUkuleler, così fatta colazione e copertomi con un K-Way (non un Kiwaya…. magari…) mi reco al più vicino supermercato per comprare le batterie da inserire nel Microcube ed un ombrello (non si sa mai). Raggiungo quindi villa Caldogno carico come un mulo. C’é già qualche ardimentoso stakanovista del Camp che bazzica nell’area espositiva allestita dal Mercatino e mi sento già più rincuorato.
Appena arrivato Mimmo domanda ai pochi presenti “Chi vuole venire a fare una visita guidata all’Aquila Corde?” Ed ecco che ci infiliamo di corsa in macchina tutti contenti come un gruppetto di scolaretti in gita scolastica. Con me ci sono due Quote Latte, Vitt, Paolo ed un altro ukulelista con figlio.
Direi che Aquila corde si può definire come una incredibile realtà dove l’arte, l’artigianato ed una tradizione secolare coesistono con la ricerca, l’imprenditoria e l’innovazione.
E questo grazie alla figura di Mimmo Peruffo, persona di un tale eclettismo, curiosità, passione e perfezionismo, da risultare ai miei occhi un vero e proprio erede di Leonardo Da Vinci! Infatti in questa breve visita il patron dell’Aquila corde ci ha trasmesso tutto l’entusiasmo del suo mestiere, quello del cordaio: una figura ormai in via di estinzione, per quanto riguarda le corde tradizionali in budello. Ci ha spiegato il lungo e faticoso procedimento della lavorazione dal trattamento della materia prima al prodotto finito e quanto questa antica arte sia stata importante per la storia del nostro paese e della musica in generale. Ma tutto questo è solo uno dei due aspetti di Aquila Corde e del suo fondatore: Mimmo infatti si è raccontato anche nelle sue vesti di chimico, inventore, sperimentatore e coraggioso imprenditore, svelandoci la genesi del Nylgut, ovvero il budello sintetico di sua ideazione! Attraverso una serie di divertenti aneddoti ci ha spiegato come sia riuscito a sviluppare il sogno di riprodurre le caratteristiche acustiche del budello con materiali plastici più resistenti ed economici. Il tutto ha avuto inizio da un’intuizione quasi casuale e poi, dopo anni di studi, sperimentazioni e un affinamento dei macchinari degno di Archimede Pitagorico si è giunti alla produzione su larga scala di una delle corde per ukulele più affermate e rinomate al mondo! Tutta la fabbrica era stata “accesa” per l’occasione, così abbiamo avuto modo di vedere dal vivo il setup dei macchinari e come nasce una corda di Nylgut a partire da un secchio di palline di plastica bianca. Incredibile!
Verso mezzogiorno meno qualcosa torniamo alla villa e veniamo baciati dai primi timidi raggi di sole! Ora c’é molta più gente e volti sorridenti, quindi decido che è giunta l’ora di tirar fuori lo strumento e iniziare a suonare. Io e Kekko coinvolgiamo Giovanni, contrabbassista dei Quote latte ed incominciamo a suonare Caino e Abele di Davide Van de Sfroos, in breve si aggregano anche Silvia, Eleonora, Vitt, Cesarino, Kietto, Frittola, Stonehand e Anya LaZanya (dall’Australia!!). La scaletta improvvisata prosegue con Il figlio di Guglielmo Tell, sempre del cantautore lariano, dove Cesare ha interpretato per l’occasione il celebre eroe svizzero, poi Sting con English man in New York, De André con Bocca di Rosa e tanti altri pezzi da Frank Sinatra a Otis Redding, passando per Carletto il principe dei mostri.
Ad un certo punto vediamo sopraggiungere i convitati di un matrimonio ed il simpatico testimone degli sposi passa a chiederci di omaggiare i festeggiati con una performance canora. Ovviamente non possiamo esimerci e in una situazione degna di un film di Woody Allen, con le nostre collane di fiori, camice hawaiiane e magliette arancioni, ci improvvisiamo orchestrina nuziale. Chissà se finiremo nell’album di nozze, fra i cimeli di famiglia!
Dopo mangiato ecco che incomincia la parte didattica del Camp, ovvero i workshops. Il primo docente è Lorenzo Ukulollo che tiene un’interessante lezione sulla ritmica della Rumba e del Cha Cha Cha. Molto utili alcuni trucchetti che ci ha svelato, tra i quali il suggerimento di farsi fare la ricostruzione delle unghie alla mano destra! Scherzi a parte alla fine dell’ora sono riuscito ad eseguire qualche volta di fila la Rumba senza incepparmi, direi che è un ottimo risultato! Poi è toccato a Yan Yalego, che ci ha spiegato alcune scale e tecniche blues di base. Poi è stato il turno del grande Remco, che ha eseguito al rallentatore i suoi strepitosi strumming anni 30′ alla Formby, svelandocene quindi i trucchi ed i giusti movimenti. Ed ha concluso infine Max De Bernardi che ci ha illustrato molti rivolti gustosi e diverse variazioni per rendere i nostri giri di Blues più interessanti.
Come se tutto questo non bastasse, oltre al sole, nel pomeriggio sono arrivate molte altre persone fra cui Valerio Pennisi con i suoi ukulele artigianali, 1uk4, Alessandra e quello che si temeva essere il grande assente dell’evento, ovvero il fondatore di YOUkulele, Jontom!!
Alle 20:30 ecco che inizia la seconda serata di concerti con Remco AKA Ukulelezaza, seguito poi da Paul Moore i grandi Quote Latte al gran completo, Jontom ed infine Veronica Sbergia con Max De Bernardi.
Fra l’altro durante l’esibizione di Paul Moore, sono salito sul palco assieme ad altri tre volontari per accompagnare l’artista in una singolare versione di When the saints go marching in. Per l’occasione sono diventato un suonatore di bottiglia di plastica su grattuggia, una sorta di guiro rudimentale, mentre Anya Lazanya ha suonato una cassa/tamburello, Fabregas i ditali sulla washboard ed un altro ragazzo degli shaker. Mi sono divertito da morire, soprattutto nell’assolo e, fra l’altro posso dire con orgoglio di aver suonato sul palco con Paul Moore!
I Quote Latte hanno donato un grande momento di poesia e cultura, portando Brassens al popolo degli ukulelisti, mentre Jontom ci ha lasciati a bocca aperta mostrandoci che cosa è possibile fare con un ukulele ed una dose industriale di grande tecnica. Infine i Red Wine Serenaders (Max all’ukulele e chitarra e Veronica all’ukulele, voce e washboard), con il loro incredibile repertorio di vecchi brani della tradizione americana ci hanno fatto sognare e viaggiare indietro nel tempo.
Ma la serata non si poteva concludere senza una strepitosa super Jam. Così poco a poco tutti gli artisti (e Mimmo) hanno raggiunto Max e Veronica sul palco per suonare una serie di classici legati al mondo dell’ukulele per formare una big band di ukulele, tromba, contrabbasso, armoniche a bocca…. Un momento incredibile che non dimenticherò mai.
Evito volutamente di raccontare la seconda estrazione della lotteria in quanto potrei trascendere in eccessi di invidia e rosiconeria. Ma posso assicurarvi che sono successi dei veri paradossi statistici! (Vero Gattina? Di nuovo…)
La serata ufficiale era dunque giunta al termine, ma ormai la musica e l’entusiasmo scorrevano dentro di noi e pulsavano… impossibile resistere alla tentazione di imbracciare per l’ennesima volta l’ukulele ed improvvisare altre jam di puro casino, trascinati da un instancabile Frittola in binomio con Ukulollo. Così a furia di “ancora una”, “ancora una”,”ancora una”, si sono fatte quasi le tre, suonando di tutto…. Dai pezzi del folklore siculo a Battisti, Bennato, Dalla, De André, Johnny Cash e persino Ken il guerriero. Poco a poco la gente si ritirava e ci salutava ed alla fine, rimasti un manipolo di irriducibili, Luca Skank mi ha nominato (di nuovo) “responsabile”, così in caso di arresto per schiamazzi notturni sarei stato il primo a finire dietro le sbarre.
Quando veniamo abbandonati persino dalla luce elettrica finiamo di suonare “Disperato erotico stomp” alla flebile fiammella di un accendino e decretiamo che la giornata è davvero giunta al termine. Assieme ad Enrico Farnedi, Ukulollo e Anya chiudiamo il cancello della villa per rientrar all’hotel: stanchi morti, ubriachi di musica e vergognosamente felici!
To be continued…..















