YOUkulele Camp 1.0 – Seconda parte

Sabato 11 – Mi sveglio prima di quanto avrei voluto.  Il piccolo coinquilino della nostra camera d’albergo alle sette meno venti del mattino reclamava il suo biberon di latte. Uno scrosciare di pioggia battente risuona sul balcone facendomi temere il peggio, però ci vuole ben altro per fermare un YOUkuleler, così fatta colazione e copertomi con un K-Way (non un Kiwaya…. magari…) mi reco al più vicino supermercato per comprare le batterie da inserire nel Microcube ed un ombrello (non si sa mai). Raggiungo quindi villa Caldogno carico come un mulo. C’é già qualche ardimentoso stakanovista del Camp che bazzica nell’area espositiva allestita dal Mercatino e mi sento già più rincuorato.

Appena arrivato Mimmo domanda ai pochi presenti “Chi vuole venire a fare una visita guidata all’Aquila Corde?” Ed ecco che ci infiliamo di corsa in macchina tutti contenti come un gruppetto di scolaretti in gita scolastica. Con me ci sono due Quote Latte, Vitt, Paolo ed un altro ukulelista con figlio.

Direi che Aquila corde si può definire come una incredibile realtà dove l’arte, l’artigianato ed una tradizione secolare coesistono con la ricerca, l’imprenditoria e l’innovazione.

E questo grazie alla figura di Mimmo Peruffo, persona di un tale eclettismo, curiosità, passione e perfezionismo, da risultare ai miei occhi un vero e proprio erede di Leonardo Da Vinci! Infatti in questa breve visita il patron dell’Aquila corde ci ha trasmesso tutto l’entusiasmo del suo mestiere, quello del cordaio: una figura ormai in via di estinzione, per quanto riguarda le corde tradizionali in budello. Ci ha spiegato il lungo e faticoso procedimento della lavorazione dal trattamento della materia prima al prodotto finito e quanto questa antica arte sia stata importante per la storia del nostro paese e della musica in generale. Ma tutto questo è solo uno dei due aspetti di Aquila Corde e del suo fondatore: Mimmo infatti si è raccontato anche nelle sue vesti di chimico, inventore, sperimentatore e coraggioso imprenditore, svelandoci la genesi del Nylgut, ovvero il budello sintetico di sua ideazione! Attraverso una serie di divertenti aneddoti ci ha spiegato come sia riuscito a sviluppare il sogno di riprodurre le caratteristiche acustiche del budello con materiali plastici più resistenti ed economici. Il tutto ha avuto inizio da un’intuizione quasi casuale e poi, dopo anni di studi, sperimentazioni e un affinamento dei macchinari degno di Archimede Pitagorico si è giunti alla produzione su larga scala di una delle corde per ukulele più affermate e rinomate al mondo!  Tutta la fabbrica era stata “accesa” per l’occasione, così abbiamo avuto modo di vedere dal vivo il setup dei macchinari e come nasce una corda di Nylgut a partire da un secchio di palline di plastica bianca. Incredibile!

Verso mezzogiorno meno qualcosa torniamo alla villa e veniamo baciati dai primi timidi raggi di sole! Ora c’é molta più gente e volti sorridenti, quindi decido che è giunta l’ora di tirar fuori lo strumento e iniziare a suonare. Io e Kekko coinvolgiamo Giovanni, contrabbassista dei Quote latte ed incominciamo a suonare Caino e Abele di Davide Van de Sfroos, in breve si aggregano anche Silvia, Eleonora, Vitt, Cesarino, Kietto, Frittola, Stonehand e Anya LaZanya (dall’Australia!!). La scaletta improvvisata prosegue con Il figlio di Guglielmo Tell, sempre del cantautore lariano, dove Cesare ha interpretato per l’occasione il celebre eroe svizzero, poi Sting con English man in New York, De André con Bocca di Rosa e tanti altri pezzi da Frank Sinatra a Otis Redding, passando per Carletto il principe dei mostri.

Ad un certo punto vediamo sopraggiungere i convitati di un matrimonio ed il simpatico testimone degli sposi passa a chiederci di omaggiare i festeggiati con una performance canora. Ovviamente non possiamo esimerci e in una situazione degna di un film di Woody Allen, con le nostre collane di fiori, camice hawaiiane e magliette arancioni, ci improvvisiamo orchestrina nuziale. Chissà se finiremo nell’album di nozze, fra i cimeli di famiglia!

Dopo mangiato ecco che incomincia la parte didattica del Camp, ovvero i workshops. Il primo docente è Lorenzo Ukulollo che tiene un’interessante lezione sulla ritmica della Rumba e del Cha Cha Cha. Molto utili alcuni trucchetti che ci ha svelato, tra i quali il suggerimento di farsi fare la ricostruzione delle unghie alla mano destra! Scherzi a parte alla fine dell’ora sono riuscito ad eseguire qualche volta di fila la Rumba senza incepparmi, direi che è un ottimo risultato! Poi è toccato a Yan Yalego, che ci ha spiegato alcune scale e tecniche blues di base. Poi è stato il turno del grande Remco, che ha eseguito al rallentatore i suoi strepitosi strumming anni 30′ alla Formby, svelandocene quindi i trucchi ed i giusti movimenti. Ed ha concluso infine Max De Bernardi che ci ha illustrato molti rivolti gustosi e diverse variazioni per rendere i nostri giri di Blues più interessanti.

Come se tutto questo non bastasse, oltre al sole, nel pomeriggio sono arrivate molte altre persone fra cui Valerio Pennisi con i suoi ukulele artigianali, 1uk4, Alessandra e quello che si temeva essere il grande assente dell’evento, ovvero il fondatore di YOUkulele, Jontom!!

Alle 20:30 ecco che inizia la seconda serata di concerti con Remco AKA Ukulelezaza, seguito poi da Paul Moore i grandi Quote Latte al gran completo, Jontom ed infine Veronica Sbergia con Max De Bernardi.

Fra l’altro durante l’esibizione di Paul Moore, sono salito sul palco assieme ad altri tre volontari per accompagnare l’artista in una singolare versione di When the saints go marching in. Per l’occasione sono diventato un suonatore di bottiglia di plastica su grattuggia, una sorta di guiro rudimentale, mentre Anya Lazanya ha suonato una cassa/tamburello, Fabregas i ditali sulla washboard ed un altro ragazzo degli shaker. Mi sono divertito da morire, soprattutto nell’assolo e, fra l’altro posso dire con orgoglio di aver suonato sul palco con Paul Moore!

I Quote Latte hanno donato un grande momento di poesia e cultura, portando Brassens al popolo degli ukulelisti, mentre Jontom ci ha lasciati a bocca aperta mostrandoci che cosa è possibile fare con un ukulele ed una dose industriale di grande tecnica. Infine i Red Wine Serenaders (Max all’ukulele e chitarra e Veronica all’ukulele, voce e washboard), con il loro incredibile repertorio di vecchi brani della tradizione americana ci hanno fatto sognare e viaggiare indietro nel tempo.

Ma la serata non si poteva concludere senza una strepitosa super Jam. Così poco a poco tutti gli artisti (e Mimmo) hanno raggiunto Max e Veronica sul palco per suonare una serie di classici legati al mondo dell’ukulele per formare una big band di ukulele, tromba, contrabbasso, armoniche a bocca…. Un momento incredibile che non dimenticherò mai.

Evito volutamente di raccontare la seconda estrazione della lotteria in quanto potrei trascendere in eccessi di invidia e rosiconeria. Ma posso assicurarvi che sono successi dei veri paradossi statistici! (Vero Gattina? Di nuovo…)

La serata ufficiale era dunque giunta al termine, ma ormai la musica e l’entusiasmo scorrevano dentro di noi e pulsavano… impossibile resistere alla tentazione di imbracciare per l’ennesima volta l’ukulele ed improvvisare altre jam di puro casino, trascinati da un instancabile Frittola in binomio con Ukulollo. Così a furia di “ancora una”, “ancora una”,”ancora una”, si sono fatte quasi le tre, suonando di tutto…. Dai pezzi del folklore siculo a Battisti, Bennato, Dalla, De André, Johnny Cash e persino Ken il guerriero. Poco a poco la gente si ritirava e ci salutava ed alla fine, rimasti un manipolo di irriducibili, Luca Skank mi ha nominato (di nuovo) “responsabile”, così in caso di arresto per schiamazzi notturni sarei stato il primo a finire dietro le sbarre.

Quando veniamo abbandonati persino dalla luce elettrica finiamo di suonare “Disperato erotico stomp” alla flebile fiammella di un accendino e decretiamo che la giornata è davvero giunta al termine. Assieme ad Enrico Farnedi, Ukulollo e Anya chiudiamo il cancello della villa per rientrar all’hotel: stanchi morti, ubriachi di musica e vergognosamente felici!

To be continued…..

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YOUkulele Camp 1.0

Triumvirato ukulelistico

Proemio

Eccomi preso dal rimpianto di non aver trascritto di getto tutto l’entusiasmo di quel magnifico weekend . Ormai, dopo quasi dieci giorni, nel mio petto riverbera ancora solo una eco flebile di quel gioioso ed incessante strimpellio…

D’altro canto ricordare e narrare mi aiuta a rivivere in qualche modo quelle ore e a tornare a sorridere come lo scemo che da sempre mi fregio di essere (Sono scemo e me ne vanto ©® by Ombracorta ndr).

Abstract

Dunque intanto, giusto per non essere troppo misterioso voglio specificare che sto parlando di YOUkulele Camp 1.0, ovvero il primo raduno ufficiale della community ukulelistica italiana, tenutosi a Caldogno (patria di Aquila corde e Mercatino dell’ukulele) il 10,11,12 Giugno 2011.

La Genesi

Innanzitutto devo parlare di come sono arrivato all’evento, ovvero con un’aspettativa, un’eccitazione ed una attesa spasmodica. I meno informati devono sapere che sul forum di YOUkulele l’idea di questo raduno (inizialemente “pellegrinaggio al mercatino dell’ukulele”) ha iniziato a prendere forma a partire dai Gennaio/Febbraio! Poi, con un crescendo di contributi, proposte ed una marea di chiacchere il sogno è diventato poco a poco realtà, grazie soprattutto alla concretezza organizzativa di Luca e Daniela del Mercatino. Già perché da un semplice ritrovo di disperati strimpellatori, smaniosi trovarsi per suonare insieme e mettere finalmente le mani su strumenti visti fino ad ora solo in foto, ecco che la cosa è diventata un vero e proprio festival. Sono stati invitati grandi ospiti, organizzati concerti, workshop didattici, lussuose lotterie con fantastici ukulele in premio ed una visita guidata all’Aquila corde.

Capirete quindi che, nonostante le meteorologiche avvisaglie di pioggia e la preoccupazione di imporre a moglie e pargolo un weekend infernale, il vostro Ombracorta è partito da Abbiategrasso stra-carico di entusiasmo e non solo (Ukuleli, Amplificatore, Canzoniere, Registratore digitale, Macchina fotografica, Kazoo, Ocarine, Mini fisarmonica…. non si sa mai in queste occasioni).

Svolgimento

Venerdì 10. Dopo un viaggio piuttosto massacrante (con immancabile coda tra Pero e Cormano, un paio di incidenti, restringimenti di carreggiata e pianti a dirotto della creatura) eccoci arrivare per le 19:20 all’Hotel Marco Polo. Giusto il tempo per scaricare i bagagli, registrarci, salutare la famiglia e mi precipito di corsa a Villa Caldogno con l’ukulele in spalla. Subito incontro Luca (Skank), Daniela, Stonehand, Ross e Gattina76 ed incominciano le prime timide ed impacciate chiacchere tipiche dei raduni di forumisti (già sono un nerd forumista navigato). In fin dei conti siamo persone che non si sono mai viste in faccia e legati “solo” dalle quattro esili corde di un ukulele. Poi arrivano anche Kekko, Frittola, Silvia Pump con Eleonora e Vitt.  Yan Yalego (Ukulelista blues dalla Bretagna) inizia a suonare divinamente, mentre noi poco a poco iniziamo a conoscerci e a raccontarci le nostre piccole manie ed aneddoti ukulelistici.

L’ottima birra, le patatine e le bruschette ci confortano e contribuiscono ad aumentare la confidenza e la complicità fra i partecipanti, mentre la serata musicale prosegue con un ispirato Enrico Farnedi, l’emozionante performance multimediale di Ukulollo e si conclude con i pirotecnici Betty Boys (Ukulelezaza + Paul Moore) che non mancano di coinvolgere Enrico alla Tromba.

L’incontenibile Frittola ha portato un borsone con il merchandising ufficiale dell’evento (Magliette, Spille e magneti) e persino una mini t-shirt di YOUkulele fatta apposta per Giovannino. Io, indossata subito la maglia arancione, inizio a perdermi tra una chiacchere, risate e occhi sgranati puntati verso le performances degli artisti.

Salsa di lumache collettiva

Salsa di lumache collettiva

Ad un certo punto Enrico Farnedi convoca tutti sul palco per accompagnarlo nel trascinante ritornello di Salsa di Lumache. Ed ecco che non esistono più distanze di geografiche, anagrafiche o di capacità. Musicisti di professione assieme a dilettanti di ogni età e regione suonano e si divertono assieme tornando bambini. L’ukulele abbatte le barriere della timidezza e nel giro di pochi minuti ci sentiamo tutti parte di una giocosa follia collettiva chiamata YOUkulele Camp!

Come ciliegina sulla torta, dopo i fantastici concerti c’è stata la prima estrazione del Camp ed io mi sono aggiudicato un simpatico portachiavi accordatore. Altri più fortunati (vero Gattina??) hanno invece potuto stringere tra le mani un nuovo ukulele :P

Tornato in camera sono…. felice, trepidante. Non vedo l’ora sia il giorno successivo per tornare a suonare e ad ascoltare i miei amici di ukulele.

To be continued…


 

 

Playlist dei video girati al Camp da vari partecipanti.

**Si ringrazia Mauro Corso per le foto e Ross, Stonehand e Cesarino per i video.


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Guida semiseria all’acquisto

Dannato saputello

Da pseudo-esperto di ukulele e da malato cronico di UAS (Ukulele Acquisition Syndrome) mi ritrovo spesso, dal forum di YOUkulele ad elargire consigli ai nuovi arrivati su come scegliere uno strumento. Una sera in cui mi sentivo particolarmente logorroico ho provato ad analizzare le diverse opzioni a seconda dei parametri che concorrono nella scelta. Vediamoli dunque insieme…

 

 

Fascia Prezzo:

  1. Sotto i 50: Makala Color o Mahimahi Yellow. Io personalmente preferisco i Makala, ma è soggettivo. Di fatto siamo lì. Sono strumenti giocattolino ma almeno intonati e con corde Aquila. Li puoi tenere in macchina, portare in spiaggia, dare in mano ad un bambino senza patemi. Suonare suonano, però ci sono diversi limiti (volume, timbro, finiture)
  2. Sotto i 100: Makala in Agathis ply, Mahimahi solid top, Leolani. Il migliore secondo me è il Leolani, come volume, timbro e anche l’estetica non è male. Però devo dire che io ho un Makala Concert che tengo a casa di mio padre e con su le corde Aquila suona davvero bene, senza contare che quando lo tiro fuori dalla custodia non va quasi mai accordato.
  3. Tra i 100/200: Ci sono gli Anuenue, Ohana e Mahimahi, i Flea/Fluke, Kala, Lanikai e Mainland. Sinceramente se hai intenzione di stare su questa fascia, io ti consiglio caldamente Mahimahi. Poca pubblicità, poco marketing e tutta sostanza. Legno massello, belle finiture (per il prezzo) e suono molto molto buono. Anche i Flea e Fluke sono molto particolari e unici nel loro genere. Purtroppo costicchiano un po’ troppo per essere strumenti di plastica, però la resa in termini di volume e particolarità di timbro è garantita. Comunque in linea di massima, a parità di prezzo tra un solid (massello) ed un ply (laminato) consiglio tutta la vita il solid. Comunque anche Anuenue, Kala, Ohana e Mainland sono belli strumenti, solo che offrono un rapporto qualità prezzo a mio avviso un po’ inferiore ai Mahimahi, però in compenso hanno una maggiore varietà di modelli, legni e soluzioni estetiche.
  4. Sopra i 200: Be’ questo è un territorio che ti consiglio di esplorare solo dopo aver appreso le basi e comunque secondo me in una scala da 1 a 100, dove 100 è la perfezione (che non esiste), con un buono strumento industriale in legno massello (mahimahi o analoghi) sei già arrivato oltre il 70, poi migliorare è molto difficile e non sempre il “miglioramento” è percepito come proporzionale alla differenza di prezzo. Poi soggiungono valutazioni soggettive e personali ovviamente. Insomma con un parallelo automobilistico c’è più differenza tra una Bicicletta ed una Panda che tra una Panda ed una Ferrari ;)

Taglia
Soprano:

  • + E’ il VERO ukulele
  • + E’ piccolo, tenero, coccoloso, simpatico e te lo porti ovunque stupendo amici e parenti
  • + A parità di marca/modello/materiale è più economico
  • - Meno volume, meno Sustain, Suonato in gruppo può essere facilmente “sovrastato” da strumenti più grandi
  • - Tastiera più corta (meno note da suonare) e tasti più stretti (maggiori difficoltà su accordi complessi

Concerto:

  • + E’ un compromesso, una via di mezzo in tutto, se a uno piacciono i compromessi può trovarlo estremamente versatile.
  • + E’ piccolo, tenero, coccoloso, simpatico e te lo porti ovunque stupendo amici e parenti, ma spera di non incontrare qualcuno con un Soprano perchè li stupirà di più.
  • + Suono più corposo (più medi)
  • + Ergonomia più confortevole (soggettivo)
  • - E’ un compromesso, una via di mezzo, quindi se a uno piacciono gli estremi può risultare un po’ “né carne né pesce”
  • - Anche il Concert, non amplificato può essere facilmente sovrastato da altri strumenti

Tenor:

  • + Più volume e sustain, comincia a dire la sua e a farsi sentire anche tra chitarre e percussioni.
  • + Manico più lungo e tanti tasti belli larghi per lanciarsi in vertiginosi numeri di fingerpicking estremo
  • + Buona proposta di modelli amplificati
  • - Comincia ad assomigliare un po’ troppo ad una “Chitarrina” e meno ad una pulce
  • - Meno comodo da trasportare e portare in giro
  • - Più costoso a parità di modello/marca/materiale

Materiale

Ply (laminato):

  • + Economico
  • + Resistente e non rischia di rovinarsi con i cambiamenti delle condizioni ambientali (umidità, tempertatura)
  • + Tanta scelta di modelli, colori, forme
  • - Suono a volte un po’ chiuso e scarso di volume (“inscatolato” o “nasale”)
  • - Un timbro meno ricco di sfumature

**Una buona soluzione di compromesso è lo strumento con fasce e fondo in ply e tavola armonica in massello.

Solid (massello):

  1. + Timbro caldo e con una vasta gamma di dinamiche e sonorità
  2. + Fascino del legno e bellezza estetica delle venature
  3. - Più costoso
  4. - Più delicato e risente delle variazioni di condizioni ambientali

Plastica (Flea/Fluke e vintage “fetish”):

  • + Ottimo volume
  • + Timbro particolare e molto riconoscibile
  • + Colori , disegni, forme simpatiche
  • + Resistente agli urti e intemperie
  • - E’ di plastica, può non piacere

Poi ovvio che ci si potrebbe addentrare in una discussione più specifica su i tipi di legno (Mogano classico, Abete più squillante, e i tropicali Koa, Mango, Acacia) oppure sul tipo di fabbricazione (industriale “Made in China”, vintage, artigianale, hawaiiano). Però non sono così esperto da volermi sbilanciare ulteriormente ;)

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E’ arrivato ELE-O-NERO!!!

E’ arrivato Ele O’Nero, ovvero il mio nuovo fantastico EleUke Jazz Tenor in Palissandro. Tutto nero come una notte stellata, infatti ha una sbrilluccicosa finitura lucida glitterata che fa un po’ effetto Okite :P

Appena l’ho tirato fuori dallo scatolame ci ho infilato dentro gli auricolari e, dopo un’accordatina veloce, ho cominciato a giocarci come un bimbetto esaltato.

Il manico lo trovo comodo e con una buona action, anche se per sua natura tutto l’ukulele tende ad essere un po’ sbilanciato come distribuzione del peso.

I pickup prendono il suono in maniera molto cristallina e potente: basta regolare il guadagno al minimo per sentire già un suon0 bello squillante, figuratevi quando si tira su la manopola a paletta. A breve farò delle prove attaccandolo all’ampli per chitarra elettrica e poi, quando mi arriverà l’ iRig all’ipad per sentire gli ampli virtuali di Amplitube e Garageband come si comportano.

L’ukulele è già dotato di corde Aquila e di una elegante custodia imbottita e nel complesso fa la sua gran bella figura. Sì sì, sono proprio contento!

Alla fine di dogana, spedizione e cXXzi mazzi vari ho pagato 70€ per un Ukulele che nei negozi si trova al doppio della cifra.

Devo anche dire che EleONero è in multiproproetà e presto finirà tra le grinfie di mio fratello Ghigo, che assieme a me ha vinto questa bellezza, così potrà esercitarsi notte e giorno! ;)

Grazie ancora ukulelejunky per il concorso “Montreal Grand Prix” e per aver scelto il nostro video come primo classificato!!

Aloha!

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Tutorial per Heroes (of ukulele)

Ecco come promesso il Tutorial di Heroes, l’ho registrato stamattina tra le risate e gli sfottò di mia moglie :P

Ovviamente mi sono vergognato più che agli esami di maturità! Quindi siate clementi per le dozzine di volte in cui mi sono impappinato.

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Stand!

No non posterò l’omonica canzone dei R.E.M. ma vi parlerò di un mio acquisto, arrivato per posta qualche giorno fa. Ero alla ricerca per l’appunto di piccoli stand ad appoggio (tecnicamente detti “da palco”) per mettere i miei ukulele su una mensolona che ho in sala e fare quindi il mio figurone.

Ho fatto un po’ di ricerche su internet, ma quelli classici di metallo nero verniciato con le imbottiture in gomma piuma esteticamente non sono il massimo da mettere in salotto. Poi ho visto che sul sito della Kala ce n’è un modello in legno davvero figoso, ma costava uno sproposito e poi non sapevo come farlo giunger qui in Italia.

Così ho spulciato su ebay ed ho trovato gli annunci di questo negozio in Taiwan che, oltre a strumenti musicali (sulla cui qualità non metterei la mano sul fuoco) vende accessori e componenti. In particolare degli stand per mandolino e ukulele in legno di (Mogano?)  con decorazioni tipo fatte al pirografo. (La descrizione parla di laser).

Morale della favola li ho presi in modalità asta, partivano da 0.99 centesimi e alla fine li ho pagati 4.25$ e 4.65$. Con spedizione e tutto 20.90$. Niente dogana fortunatamente. La spedizione ci ha messo praticamente un mese, però è arrivato il pacco in portineria questo lunedì.

Devo dire che sono soddisfatto, non hanno un aspetto particolarmente solido o pregiato, ma fanno la loro figura. Hanno una parte di imbottitura sul punto d’appoggio che non fa rovinare l’ukulele. L’unico difetto è che sono troppo piccoli per un tenore, vanno bene per un Soprano, un Concert o per il mio Banjolele. La cassa del tenore è troppo alta.

Ecco quindi come si presentano. Uno ha dei motivi floreali l’altro un pappagallo. Nel complesso sono simpatici e sulla mensola fanno il loro effetto. Per quello che ho speso direi che sono soddisfatto e non escludo di prenderne altri in futuro!

Mahalo per l’attenzione e alla prossima!

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Ma guarda…

ombracorta si sorpende dei cosa vien fuori googlando "Ombracorta ukulele"

Mi hanno segnalato che sono finito in un post ratsoff.com, una specie di blog americano (credo) che raccoglie varie curiosità della rete.

L’articolo che si intitola “Is there Ukulele On Mars” dice

Ombracorta, a YouTuber from Milan, Italy, completely sells us with his Falsetto-rich cover of David Bowie’s “Life on Mars,” played on a ukulele, in front of a Christmas tree.

Falsetto-rich! Be’ non ha tutti i torti :)

Nel frattempo sono in attesa dell’ukulele elettrico vinto con il concorso di ukulelejunky.  E’ partito qualche giorno fa dal Canada… Siccome ho dovuto sborsare qualche dollaro per la spedizione spero che non me lo blocchino in dogana… Va be’, restiamo in attesa con le dita incrociate.

Fra l’altro ho in mente di realizzare dei video tutorial per spiegare le canzoni che ho postato sul mio canale. A voi quale interesserebbe di più?

  • Life on Mars?
  • Sitting on the dock of the bay
  • Friday I’m in  love
  • Everybody wants to rule the world
  • Astro del west
  • Heroes

Grazie dell’attenzione e alla prossima!

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Ukulele Haiku

Una forma di poesia che mi piace talvolta scrivere è l’Haiku giapponese. Descrive un’istantanea, una breve e fugace impressione con una manciata di parole. Primo verso 5 sillabe, secondo verso 7 sillabe, terzo verso 5 sillabe. Vi va di scrivere qualche Haiku dedicato all’ukulele? Inizio io…

Haikulele

Strimpellando,
Sbocciavan le note
Frammenti d’Hawaii
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Sembri Bubba con i gamberetti…

Bubba incomincia...

Ciao a tutti, ecco il primo post del mio nuovo blog dedicato principalmente alla mia smodata passione per il piccolo quattrocorde.

Qualche giorno fa mia madre mi sentiva parlare per l’ennesima volta di ukulele e ridacchiando mi ha detto mi ha paragonato all’amico di Forrest Gump, che parlava unicamente di gamberetti…

Io accetto di buon grado questi sfottò, consapevole di risultare forse un po’ buffo per il mio entusiasmo e questa fissazione.

In fondo non è male essere presi per l’ukulele.

In queste pagine posterò video, testi ed accordi delle canzoni che amo suonare, recensioni ed impressioni sui miei strumenti, aneddoti e curiosità…

Be’ insomma non potevo mica annoiare solo i parenti e gli amici più stretti… Abbiate pazienza ma la mia logorrea sul mondo dell’ukulele doveva trovare un altro sfogo!

a presto…

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